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Un buon partizionamento salva la vita

domenica 10 giugno , 2007
by

Io sono uno che quando vede un novità la vuole provare, solo per vedere com’è e come funziona, almeno nelle sue linee generali.
Piacere o non piacere sono poi dati soggettivi.

Tenere questa linea “di curiosità” verso tutto ciò che è nuovo può però essere nocivo e altamente pericoloso quando si parla di software.
Installare software instabile, o che si conosce poco (e non si sa quindi dove mettere le mani per sistemare eventuali problemi), comporta in alcuni casi il blocco o il malfunzionamento del sistema senza sapere come “tornare indietro”.

Come ho risolto?
Con un partizionamento intelligente🙂


Il punto di partenza è sempre la Documentazione.


Dopo averla letta mi sono reso conto di quanto comodo sarebbe stato avere la possibilità di reinstallare ubuntu (o qualsiasi altra distribuzione) da capo senza perdere i dati che avevo.
Ancora meglio: posso reinstallare da zero ubuntu e avere, alla fine del procedimento, la stessa interfaccia personalizzata che avevo prima di formattare. I programmi si ricordano ancora tutto, non ho perso segnalibri, nulla.
Magia? No, partizionamento corretto.

Non mi interessa avere tutte le cartelle di sistema in una partizione diversa, non è una mia esigenza.
Quindi lo schema a me congeniale è il seguente:
*partizione /
*partizione swap
*partizione /home
(*partizione windows: l’ho pagato a suo tempo, perchè non devo usarlo? 🙂 almeno per testare i programmi e i siti va bene…😛 )

Il fulcro del mio semplicissimo sistema è: /home. Stabilito infatti questo punto di mount, ogni volta che reinstallo Ubuntu, posso usare la mia vecchia home, con tutti i miei dati, con tutte le configurazioni di cui ho bisogno.

E non è difficile farlo!!

  • In fase di installazione si sceglie di partizionare a mano il disco.
  • Quindi si riserva una partizione “swap” di dimensioni doppie alla nostra RAM (es. io ho 512 MB – non fate commenti – e ho riservato 1GB).
  • Si riserva lo spazio (formattato ext3) per “/” (io ho dato 10GB, in realtà ne servono meno della metà, ma installando spesso una moltitudine di programi assurda, non vorrei rimanere ” a secco” di spazio proprio dove è più importante avere “ampio respiro”).
  • Tutto il resto (sempre ext3) è per la partizione /home.

Tutto qui, niente di più e niente di meno.

Attenzione: Il mio è un sistema di patizionamento semplice ma efficace al quale però ci sono sicuramente alternative più valide ma forse più complesse. Per quest’ultime rimando alla guida sul partizionamento nella documentazione di Ubuntu, già segnalata ad inizio articolo.

Spero di essere stato d’aiuto a qualcuno che come me, potrebbe trovarsi a dover formattare tutto, spesso per errori propri.

(Ciò non significa che io formatto ogni giorno… all’inizio formattavo molto spesso. Dalla dapper formatto ogni 6 mesi… per le nuove release, perchè voglio qualcosa di… “pulito” …🙂 )

Mi scuso per non avere trovato un degno sinonimo di “partizione” e di aver così fatto ripetizioni eccessive del termine. Per certe cose la parola giusta è una sola…😛

9 commenti leave one →
  1. domenica 10 giugno , 2007 6:26 pm

    Anch’io ho sempre fatto così. C’è però anche chi crea una partizione apposta per /boot, /etc, e così via🙂

  2. domenica 10 giugno , 2007 6:31 pm

    Già, e infatti sulla documentazione di Ubuntu c’è scritto come fare partizioni infinitesimali del disco… a me basta questa😛
    Quanto sono pigro….😛

  3. Infinity permalink
    domenica 10 giugno , 2007 11:00 pm

    io ho pure la partizione /boot…in ext3 e / ,/home in XFS…la partizione /boot l’ho creata solo per la non completa compatibilità fra grub e XFS…

  4. domenica 10 giugno , 2007 11:40 pm

    uh, mi cogli “ignorante”. Ho fatto un giro su wikipedia per capire xfs.
    Ma conviene rispetto ad ext3?

  5. ragebeing permalink
    lunedì 11 giugno , 2007 11:21 pm

    prova

  6. martedì 12 giugno , 2007 12:05 am

    mmm ho provato af informarmi un po’, ma leggo molti pareri contrastanti.
    Ho infine trovato:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Comparison_of_file_systems

    Da quel che leggo (ripeto, sono piuttosto ignorante in materia) ext3 ha dalla sua una stabilità ottimale, ma una minor velocità rispetto a XFS, che gestisce invece molto bene dati di grandi dimensioni.

    http://www.gentoo.org/doc/it/articles/afig-ct-ext3-intro.xml

    Ma ad addentrarsi nelle varie recensioni sembra una guerra tipo quella tra distro… Ognuno tira acqua al suo mulino, ognuno ha le sue ragioni…

    Conclusione?
    Non ho abbastanza esperienza al riguardo, appena avrò maggiori elementi potrò dare un giudizio. Per il momento ringrazio chi mi ha messo la pulce nell’orecchio🙂

  7. anonimo permalink
    martedì 12 giugno , 2007 9:44 am

    non riesco a postare un URL !!!

  8. anonimo permalink
    martedì 12 giugno , 2007 9:45 am

    http://www.cyberciti.biz/tips/linux-get-list-installed-software-reinstallation-restore.html

  9. anonimo permalink
    martedì 12 giugno , 2007 9:45 am

    ovvia! con l’http:// non funge
    leggete quella guida per salvarvi un elenco dei deb installati e poi ripristinarli su una fresh install

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